Atto di citazione integrale pubblicato on line: multa per ‘Eni s.p.a.’

L’avvenuta pubblicazione non è risultata strettamente funzionale al perseguimento delle finalità dichiarate da ‘Eni’

Atto di citazione integrale pubblicato on line: multa per ‘Eni s.p.a.’

Multa di 96mila euro per ‘Eni s.p.a.’, colpevole (come da provvedimento del 26 marzo 2026 del ‘Garante per la privacy’) di aver pubblicato sul proprio sito web un atto di citazione integrale con i nominativi di dodici cittadini firmatari insieme a ‘Greenpeace Onlus’ e ‘ReCommon APS’, comprensivo di data e luogo di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza.
Evidente, secondo il ‘Garante’, l’illecito trattamento di dati, effettuato in violazione dei principi di liceità, correttezza e trasparenza del ‘Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali’ e in assenza di una valida base giuridica.
L’istruttoria del ‘Garante’, avviata a seguito della segnalazione dell’associazione ‘Greenpeace Onlus’, ha evidenziato che la pubblicazione integrale dell’atto di citazione non risultava strettamente funzionale al perseguimento delle finalità dichiarate da ‘Eni’, finalità che consistevano nella tutela della propria posizione con riferimento alla vicenda giudiziaria pendente per presunta violazione dell’’Accordo sul clima’ di Parigi e nella diffusione di informazioni al pubblico su fatti inerenti al tema del cambiamento climatico.
Tali finalità, secondo il ‘Garante’, avrebbero potuto essere perseguite mediante modalità alternative, ugualmente efficaci ma meno invasive, quali, in particolare, l’oscuramento dei dati personali dei soggetti firmatari dell’atto di citazione.
Peraltro, sempre secondo il ‘Garante’, non sono state debitamente considerate né le ragionevoli aspettative di riservatezza di quei soggetti né l’impatto che il trattamento di dati avrebbe avuto su di loro, che, pur avendo reso pubblici i propri nominativi in vari contesti, non potevano comunque attendersi la diffusione on line di ulteriori informazioni personali a carattere identificativo e riservato, quali il codice fiscale, la data e il luogo di nascita e l’indirizzo di residenza. Informazioni, queste, che, per loro natura, presentano un elevato grado di sensibilità sotto il profilo della tutela della sfera privata e della sicurezza personale, risultando idonee a determinare rischi concreti di utilizzi indebiti o pregiudizievoli da parte di terzi, soprattutto in considerazione della loro libera accessibilità tramite internet.

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